CondiVIVERE

Cohousing intergenerazionale

Per un nuovo modo di abitare collaborativo

Disegno di una cucina e sala da pranzo comuni, con persone che cucinano e mangiano insieme

Che cos’è il cohousing?

È un modo di abitare diverso, in cui ciascuno di noi può mantenere la propria privacy e indipendenza vivendo in una casa autonoma, ma al contempo condividere con altre persone — anche di età diverse, ma affini per stili di vita, interessi ed esigenze di cura ed esperienze — alcuni spazi comuni all’interno dell’edificio.

La loro presenza consente di poter svolgere alcune attività collettive scelte di comune accordo, che potrebbero riguardare, a titolo esemplificativo:

  • La vita di tutti i giorni: un pranzo insieme, un compleanno, un aiuto per la spesa, una passeggiata, momenti di scambio di idee e di problemi, un accompagnamento per una visita medica o un servizio di baby-sitting improvviso.
  • Interessi, passioni e benessere: cinema, musica, libri, giochi, hobby, bricolage, teatro, orto, giardino, autoproduzioni (marmellate, cucito, prodotti orticoli, artigianato), sport, yoga, meditazione, fisioterapia, tecnologie, momenti di formazione, gite e viaggi, e tanto altro ancora.

Da cosa partiamo

Nell’ultimo anno, alcuni di noi hanno lavorato a una proposta di cohousing localizzata a Roma, in prossimità del Policlinico Gemelli, che è stata di recente sottoposta alla valutazione del XIV Municipio.

La metteremo a disposizione del gruppo, poiché ci consentirà di visualizzare più facilmente le caratteristiche tecniche e organizzative di questa tipologia abitativa — spiegando le possibili configurazioni degli alloggi, gli spazi collettivi, i servizi e le aree verdi attrezzate — e di valutarne insieme vantaggi ed eventuali criticità.

Ma ne parleremo meglio e più diffusamente quando ci incontreremo.

Disegno di una nonna, un bambino e un adulto che curano insieme un orto rialzato davanti alle case

Aderire al gruppo di interesse non significa necessariamente scegliere questa soluzione.

La formazione del gruppo serve proprio perché ciascuno possa farsi un’idea e valutare se è di suo interesse, o cosa potrebbe farla diventare di suo interesse.

Lo faremo anche con l’aiuto di esperti, che potranno farci ragionare su come immaginiamo l’età più avanzata, su come pensiamo di far fronte al nostro futuro e su come ci attrezziamo per affrontare la fase più delicata della nostra vita. Organizzeremo inoltre delle visite guidate in cohousing già realizzati, in Italia e all’estero, andando a parlare direttamente con chi ha già fatto questa esperienza: sarà sicuramente di grande aiuto.

Per chi vuole approfondire

«Il cohousing è un modello abitativo nato negli anni ‘70 nel nord Europa, in particolare Danimarca e Svezia, e diffuso poi negli Stati Uniti, in Canada, Germania, Olanda, Regno Unito e, più recentemente, anche in Francia, Spagna e nel nostro paese.

Coerentemente con la scelta di continuare, finché possibile, una vita autonoma e indipendente, il cohousing offre la possibilità di praticare una vita individuale in un alloggio privato godendo contestualmente dei vantaggi della vita comunitaria, grazie alla presenza nell’edificio di spazi per la vita collettiva e ad un sistema di gestione del quotidiano totalmente condiviso. Una formula che, richiamandosi a stili di vita mutuati dal più tradizionale “vicinato”, consente di contrastare molti dei disagi della città contemporanea: in primo luogo la solitudine, che caratterizza soprattutto la seconda parte della vita, ma anche il disagio economico, la carenza di legami familiari, o il semplice bisogno di aiuto per la presenza di figli piccoli.

Condizioni ritenute essenziali perché un cohousing sia classificato come tale, sono, tra gli altri:

  • che sia stato concepito e realizzato sulla base di un progetto condiviso tra gli utenti, affinché risponda alle loro necessità;
  • che sia dotato di spazi collettivi destinati ad attività funzionali allo sviluppo di un senso di comunità e allo scambio relazionale tra i residenti;
  • che sia organizzato e gestito secondo un programma condiviso, votato al risparmio e alla valorizzazione delle risorse della stessa comunità di cohousers;
  • che tutte le decisioni siano assunte con il consenso dei diversi attori, in primo luogo degli stessi residenti.

Come è possibile comprendere, si tratta di un “progetto di vita”, volontariamente assunto da chi lo promuove o lo adotta, piuttosto che di una soluzione architettonica o urbanistica.

Il cohousing rimane tale sia che si scelga la formula dell’affitto che quella della proprietà individuale o indivisa: l’essenziale è che la scelta sulle modalità di gestione sia condivisa da tutti i promotori, e che sia sempre rispettata la separazione tra gli spazi privati, gestiti autonomamente da ciascun utente, e quelli collettivi, a gestione comune.

Le iniziative di cohousing nascono in forme diverse da paese a paese: più spesso per volontà di un gruppo di utenti, accomunati da problemi e/o aspettative comuni, che decidono di condividere i propri stili di vita. Ma non mancano iniziative promosse anche da enti privati o sociali, organizzazioni religiose, enti pubblici, che si fanno carico di studiare soluzioni abitative innovative per utenti svantaggiati, quali gli anziani soli, altrimenti costretti ad una vita istituzionalizzata. Anche nel cohousing è possibile rintracciare tipologie per soli anziani o intergenerazionali, e diverse forme di gestione, cui corrispondono altrettanti livelli di complessità organizzativa: prevalentemente collaborativo, o prevalentemente assistito, a seconda delle esigenze dei residenti.

In Italia, la maggior parte delle esperienze di cohousing già realizzate sono rivolte a nuclei giovani, maggiormente propensi ad accogliere un modello di vita collaborativo. Solo di recente, in linea con specifici indirizzi europei e nazionali volti a favorire l’inclusione sociale e la de-istituzionalizzazione di larghe fasce di utenti svantaggiati, questa formula viene adottata anche in progetti sperimentali finalizzati a promuovere la vita indipendente di persone con disabilità.»

(Testo tratto dal capitolo di Assunta D’Innocenzo “La transizione verso soluzioni abitative più appropriate all’invecchiamento attivo e sostenibile: dall’adeguamento degli alloggi al cohousing” in RSA, Oltre la pandemia (a cura di C. Costanzi e A Guaita), Maggioli 2021, pag 103-110)

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